mercoledì 23 novembre 2011

Il Piccolo Antonio Coco

In quel momento apparve Lola Kola
“Buon giorno”, disse Lola
“Buon giorno”, rispose il piccolo Antonio Coco, voltandosi ma non vide nessuno
“Sono qui”,disse la voce, ”sotto cassa al party del pride”
“Chi sei?” domandò il piccolo Antonio, “sei molto carina…”
“sono Lola Kola, Un’icona come te”, disse lei!
“Vieni a giocare con me”, disse Lola, “non sono addomesticata”
“Ah!scusa”, fece il piccolo Antonio
Ma dopo un momento di riflessione aggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“gli uomini” disse Lola”hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!
Allevano anche le trans. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le trans?”
"No”, disse il piccolo Antonio. Cerco un bear. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse Lola” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una Lola uguale a centomila Lole. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il piccolo Antonio.”Hai speed? Keta?...credo che mi abbiano addomesticato solo loro…”
“E’ possibile”, disse Lola”capita di tutto sulla terra in questi party…”
“Oh! Non è sulla terra, forse al cassero”, disse il piccolo Antonio.
Lola Kola sembrò perplessa.
“Su un altro pianeta?”
“Si, a Bologna”
“Ci sono dei bears su questo pianeta?”
“No”
“Questo mi interessa! E le trans?”
“No”
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la kola.
Ma Lola ritornò alla sua idea:
“Sto’ euphoria è monotono. Io cerco delle trans, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte ste’ trans si assomigliano. E sti gayvisto uno visti tutti, come le bionde. E io mi annoio per tutto ciò. Ma se tu addomestichi la mia vita, sarò come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi non mi ricordano nulla. E tutto questo è triste! Ma tu hai dei meravigliosi baffoni. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato come i miei splendidi capelli, ti farà pensare a me. E amerai il rumore del vento nel grano…”
La Kola tacque e guardò a lungo il piccolo Antonio.
“per favore…addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo Coco, “ma non ho molto tempo però. Vado al frutta e verdura dopo l’Euphoria!
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse Lola  “gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un’amica addomesticami!”
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo Antonio
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la kola.
“In principio tu sederai un po’ lontano da me, così nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo Antonio coco ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse Lola.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincrò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi, scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore…Ci vogliono i riti”
“Che cos’è un rito?” disse il piccolo Coco…
“Vabbè a’ Coco nsai ‘n cazzo però…pensò la kola, ma sorrise…
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata?” chiese il piccolo Antonio
“E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso il cassero a Bologna ogni primo venerdì del mese, i bears ballano con le trans del villaggio. Allora il venerdì al cassero è un giorno meraviglioso, metto anche i dischi disse il piccolo Dj Coq’nutz! Mi trovi sotto la consolle o al bar. Se i bears ballassero in un giorno qualsiasi i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”
Così il piccolo Coco, sfinito tra lo speed, la keta e la lola addomesticò la Kola.
E quando l’ora della partenza fu vicina
“Ah!” disse la Kola.”…Piangerò”
“La colpa è tua”, disse il piccolo Antonio, “Io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse Lola Kola.
“Ma piangerai!”disse il piccolo Antonio.
“E’ certo”, disse Lola
“Ma allora ch ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la Kola “il ricordo dei tuoi baffoni”
Soggiunse:
“Va a rivedere le piante grasse. Capirai che la tua è unica al mondo”
“Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto”
Il piccolo Principe Antonio Coco se ne andò a rivedere le sue piante grasse.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa rossa, voi non siete ancora niente”, disse.
“Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia Lola. Non era che una Lola uguale a centomila altre.
“Ma ne ho fatto la mia rosa e ne ho fatto per me un fiore unico al mondo”
E le piante erano a disagio. Come spesso le grasse!
“Voi siete belle, ma siete vuote e grasse”, disse ancora. “Non si può morire per voi.
Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi assomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, perché è lei che ho riparato col paravento, perché su di lei ho ucciso bruchi, salvo due o tre per le farfalle, perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, piangere o anche qualche volta anche tacere. Perché è il mio fiore” E ritornò da Lola Kola.
“Addio”,disse.
“Addio”, disse Lola.”Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
“L’essenziale è invisibile agli occhi “, ripeté il piccolo Antonio, per ricordarselo
“E’ il tempo che tu hai perduto per i tuoi fiori che ha fatto i tuoi fiori così importanti”
“E’ il tempo che ho perduto per i miei fiori…”sussurrò il piccolo Antonio per ricordarselo
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile dei tuoi fiori…”
“Io sono responsabile dei miei fiori…”Ripeté il piccolo Coco per ricordarselo..

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