sabato 31 dicembre 2011



Sono nata in Lucania. Ma sono  cresciuta realmente  sulla Salerno  Reggio Calabria.Si cresce molto sulle autostrade con la tecno a cassa dritta, e mentre collezionavo san pietrini canadesi  mi chiedevo  perché gli alieni non tornassero a prendermi per riportarmi con loro. Sentivo un forte senso d’abbandono..poi crescendo ho capito il perché della loro difficoltà a rintracciarmi..dove parcheggi un astronave su ste’ autostrade del cazzo che si ritrovano, con ancora  le ferrovie da  treni a carbone non solo il sei gennaio ma pure a luglio. Sarebbe andata meglio nel Tennessee. Sono fuggita dal genere, dal sud e dalla religione che ero ancora piccola, mentre giocavano a tana. Li ho lasciati che ancora  contavano, ma io non mi sono nascosta, solo elevata. E loro guardano ancora troppo in basso per trovarmi. Non avevo altra scelta, per sopravvivere dovevo fare così o mi sarei innervosita. A sedici anni andai a Napoli a trovare mio fratello che frequentava l’università. Fisica nucleare. Un cazzo de capoccione quello lì, Metà di quella che sono è arrivato anche grazie a lui, compreso il rock che ascoltava e le prime dosi di erba e ero.. Mi presentò Pannella. Marco ci offrì la colazione e mi chiese che cornetto preferissi: crema o cioccolato? Mi scappò un gentile “fa lo stesso”..Venne giù la pasticceria. Si incazzò come una belva e mi ingoiò tra i suoi frutti di bosco  Se non decidi tu, lo fa qualcun’ altro per te e finì, suggerendomi  di evitare gli orecchini di moda a forma di croce, che si vedeva benissimo che mi interessava più il cazzo che la religione..Ma quello pure a lui. Certi incontri sono così, non sei più la stessa dopo. Se sopravvivi all’urto del frontale, hai vinto tu sennò vai a casa a piangere. Scegli tu comunque. La colazione  a tua scelta è offerta! Ma io ho non ho fretta. So aspettare. Ho imparato sui set, anche in certi set a due a pagamento, ad avere pazienza e sorridere pure quando mi fumano i coglioni. La mia paura non mai stata quella di poter essere contattata da comunità di extraterresti per insegnarmi la strada, piuttosto dalla difficoltà di ricontattare certi esseri umani. E quando per poter ridire ti amo bisogna sopravvivere vincitrice ad  una rivoluzione o  aspettare un incontro del quinto tipo a poco serve come unico colore il rosso del sangue e la volontà di lottare scegliendo la strada più dura rimettendoci un pezzo di cuore...potrei suonare la musica del secolo non la sentiresti e allora  intanto vivo felice e ora scrivo. Ma ricordo di aver visto un cuore da qualche parte, ma non un cuore come immaginano i creativi del design, gli stupidi  innamorati o i cardiochirurghi a cuore aperto. Un’ idea nuova di cuore, che ha un motivo per stare li dove sta, che ha e da un motivo per vivere, un motore coi suoi ventricoli e tutte le sue parti, tutti a colori, un essenza di cuore. Solo il cuore del cuore .Il meglio, come il cuore che dai alla persona che ami e che speri ricambi..e senno se ne rimane li, a colori, ma scoperto e fragile a fare il suo lavoro di cuore, che altro può fare?ognuno fa quel che sa fare meglio e io so fare questo, darti questo cuore..ma ora è solo un cuore in gola! E dietro alla meraviglia di chi mi chiede se parlo da sola, la risposta non diventa che unica..Si, con chi vuoi che parli, se non mi ascolta nessuno. Ho tante cose da dirmi. E so ascoltarmi. Mi sono rotta le palle di parlare da sola sotto la doccia e poi piangere, così che l’acqua che scorre si confonde con le lacrime, che scorrevano come l’acqua, e a giudicare dal modo strano in cui  mi guardi sembra sono io una marziana appena atterrata. Per fortuna non c’è una morale né una fine a questa favola. Non abbiamo né una, né l’altra. Fosse una bomba alla crema e fossi lo splendido  Coco mi starei già leccando i baffi. Ma sono Lola Kola. Mi spiace. E se questa favola non è stata proprio una bomba. E manco una crema! Per me cornetto integrale al miele,caffè americano e felicità. Grazie a tutti, a venerdì prossimo!

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