lunedì 5 dicembre 2011

sopravvivo!

Nonostante fossero artisti circensi l’avevano trovata strana pure loro. Si capiva da come la guardavano. Forse era colpa di quella luce  o forse si accorsero che dalla  la sera precedente era impazzita, o come avesse fatto ad arrivare sola fin là, ma quando le chiesero cosa fosse non seppe cosa rispondere.. essere scambiata per una forma  di spettacolo di qualunque sesso faceva lo stesso, non ne capiva la differenza e non le importava. Era Felice e Libera. E libera e felice di essere e poteva bastare..stesse domande a cui fu costretta a rispondere secoli dopo..Col mio ingresso nel mondo della musica, non lascerò né il mio lavoro di modella né quello di attrice. In Italia c’è questa brutta malattia di metterti un etichetta addosso. Quando i giornalisti mi chiedono cosa sono io rispondo “Lola Kola” e basta! Ma non aveva ancora neanche  sette anni quando  il suo agente l’aveva portata al circo la sera precedente..e li era impazzita. Aveva capito da cosa trarre spunto per i suoi show e che quella era la sua vita e quella che sarebbe stata. Sognò una roulotte tutta sua,col suo nome scritto col neon multicolor, pieno dei suoi abiti e tante luci, felice e libera di andarsene in giro per il mondo e portare il suo show. Era fin troppo chiaro, e riusciva a smettere di essere splendida e a splendere. Durante lo spettacolo non era riuscita a dire una sola parola. Il pomeriggio dopo ritornò al circo. Rimase incantata dalla libertà di tutti quei ragazzini  di andarsene in giro per il campo sportivo, dai giocolieri in allenamento coi birilli e dalle trapeziste che provavano i loro numeri e dai clown senza maquillage e  fu rapita da quell’aria da backstage che amerà per tutta la vita, e chiese al padrone  se potesse partire con loro. Neanche pensò di aver inteso bene il padre padrone..le sorrise ma fù un secco rifiuto. Il primo dei No! E poi avevano già una primadonna loro, quella splendida scimmietta che durante l’intervallo era andata a farsi fotografare con lei per avere in ricordo una foto con Lola, Restò con loro finchè non si fece troppo tardi e buio per ritornare a casa. Ma delusa, ne parlò con suo agente di quel no,che non le era andato giù..fu lui a farle capire che per lavorare in un circo bisogna avere un attitude e un ruolo, parlò di lunga gavetta e prima di poter diventare lola kola la strada era lunga..e poi bisognava finire prima la scuola. Almeno quelle a cui era obbligata.Era molto ansiosa il primo giorno di scuola,sperava di ritrovare le emozioni provate al circo..così mise la sua parrucca preferita nel cestino sperando di avere una possibilità di far vedere le sue doti di donna completa dello spettacolo e di aver poco da invidiare alla Goggi,e quando la macchina della produzione passò a prenderla partì. Bastò uno sguardo a delle ordinarie maestrine vestite di solo beige e marrone per capire di aver sbagliato destinazione e d’accordo con la produzione che si occupava di quel tour e al primo quadrimestre, dopo una rassegna stampa denigratoria nei confronti della sua manifesta ed evidente ambiguità di genere e delle sue uniche qualità di disegnare e litigare non mise più piede in quella galera. Rimase offese dalla poca professionalità delle sue colleghe e non fu in accordo con gli scenografi che avevano sostituito allo sfavillio del tendone e alle luci, un misero ritratto di un vecchio,che le spiegarono fosse un presidente della repubblica e l’effige di un giocoliere inchiodato dalle mani,che le spiegarono fosse un Signore. Ma nella fretta non comprese neanche il cognome..Era disgustata abbastanza e andò via. Con la sua produzione si accordò per poter partecipare alle lezioni in una scuola alternativa presenziata dalla Signora Nirvana Kola, da cui era stata estromessa in precedenza per paura di poter passare per una figlia d’arte o di andare liberamente in tour nel suo condominio o nei teatri di posa della sua abitazione. E così andò. Gli studi che la ospitavano erano di nuova e continua costruzione e fu costretta a destreggiarsi con tutti i nuovi tecnici che nel tempo terminavano la costruzione. Fu grazie a loro che scoprì vernici e smalti che adorava inalare qualche istante prima di andare in scena. Per il resto era libera di andare in giro per la costruzione e fu frequentando le case delle anziane vicine,grazie alle fotografie scoprì  l’uso di vestiti di diverse mode di epoche passate. Fu astuta e riuscì a farsi regalare gli abiti e gli accessori che non indossavano più. Per i suoi spettacoli adorava indossare mini abiti luccicanti in lurex per i pezzi recitati, un autentico bestsllers che rimarrà per sempre legato al suo nome così semplice ma perfetto che la rivista americana Vogue profetizzò:”questa Kola è la Ford dei vestiti e dello show”.. e in effetti funziona sempre; e lunghi abiti in seta bianca, che con il raffinato taglio a sbieco di madaleine Vionnet e la particolare caratteristica di splendere sotto i riflettori, e soprattutto nel caso di una bionda ne fece un fedele alleato nei momenti dei brani cantati..Nella vita privata adorava le comode tute a salopette nei classici disegni a quadri scozzesi abbinati ad accessori animalier che Marc Jacob disegnava in esclusiva per lei.

Nessun commento:

Posta un commento